Siamo in Finale! Cuore Catanzaro, il Palermo non compie la rimonta: i giallorossi si giocheranno la Serie A
La squadra di Aquilani scrive una nuova pagina di storia: rimonta a metà dei rosanero. Contro il Monza i giallorossi si giocheranno la Serie A, l’ultimo spareggio fu nel 1971. Altro calcio, altra epoca, ma allora sappiamo tutti come andò a finire
Con le forze delle idee. Oltre i campioni in campo, che fanno sempre e comunque la differenza. Alzi la mano chi pensava che il Catanzaro sarebbe arrivato questa sera a giocarsi la finale dei playoff per il sogno Serie A. Forte di un vantaggio illogico, 3-0 sul Palermo, ma figlio di un gioco e di una mentalità che le Aquile hanno infuso trascinando un intero ambiente. Che adesso attende l’ultimo sforzo.
In un “Renzo Barbera” infuocato, 33.286 presenze, il Catanzaro si trova a chiedere strada nell’appuntamento con la storia. Non ci sono regole o tatticismi: i rosanero hanno l’obbligo di vincere con almeno tre gol di scarto. I giallorossi l’onore e l’onere di non disperdere il vantaggio accumulato e, anzi, provare a legittimare anche questa sera il merito del proprio percorso.
Clima rovente a Palermo, senza tifosi ospiti e con tensioni nella notte (un gruppo di tifosi locali fermato dalle forze d’ordine nel tentativo di disturbare i giallorossi durante il ritiro in hotel), dove Aquilani sceglie di partire con lo stesso undici di tre giorni fa. Pigliacelli in porta, difesa a tre con Antonini, Brighenti e Cassandro; sulle fasce ecco Alesi e Favasuli mentre in mezzo la regia è affidata a Pontisso e Petriccione. Davanti Liberali e Iemmello, a inventare per il terminale offensivo Pittarello. Anche per Inzaghi gli stessi uomini che hanno aperto la gara del “Ceravolo” con la novità Johnsen dal primo minuto.
Fiammata Palermo, Pohjanpalo firma il vantaggio rosanero
Ci prova subito il Catanzaro, che mostra di essere scesa in campo con personalità. Piazzato calciato da Pontisso, palla che finisce docile tra i guantoni di Joronen (1’). Ma dopo sessanta secondi al Palermo va meglio: palla tesa di Palumbo, Cassandro non riesce a respingere: la sfera giunge in zona Pohjanpalo che di controbalzo impatta e fa 1-0. Dal replay sono diversi i giocatori locali in posizione di offside, ma in maniera passiva. Gol convalidato, doccia fredda per il Catanzaro.
La risposta dei giallorossi è sui piedi di Iemmello: transizione guidata da Pontisso che appoggia a Liberali, lo scarico dietro al capitano che sulla trequarti da buona posizione tenta di piazzarla, la palla esce di poco a lato (6’). Ritmi alti, non poteva essere altrimenti, con il Palermo vicino al raddoppio: giocata di Palumbo sulla sinistra, il cross a mezza altezza su cui non arriva per centimetri Le Douaron (7’).
Buona occasione per il Catanzaro al 10’. Pigliacelli telecomanda per Alesi che vince un contrasto, palla a Pittarello che lotta e di sponda sistema la sfera a Liberali: conclusione che rade il terreno di gioco, debole e centrale il tentativo. Sempre dal limite pericolose le Aquile: Pontisso impegna Joronen che smanaccia in tuffo (12’). Rosanero costretti al primo cambio: non ce la fa Peda, protagonista di un contrasto in un precedente contatto. Dentro Magnani, fuori il centrale (16’).
Fatica a impostare da dietro la squadra di Aquilani, complice la linea di pressione alta dei padroni di casa che tuttavia al 19’ si procura una buona transizione con Favasuli, toccato duro da Ranocchia: il sig. Marcenaro non ravvisa il giallo. Chiama allora lo schema Pontisso che scodella in mezzo: intervento scriteriato di Johnsen che con la gamba alta colpisce Liberali sul volto. Proteste sulla panchina giallorossa che chiedevano il rosso: solo giallo per l’esterno offensivo e calcio di punizione dal limite. Dalla battuta parte Liberali, palla respinta dalla barriera.

Diversi errori tecnici fra le due squadre, si iscrive al match Ranocchia che si mette in proprio e calcia forte sulla trequarti: palla che non gira abbastanza, bloccata centralmente da Pigliacelli (28’).
A fare la partita è sempre il Catanzaro, che prova con il possesso a congelare il contenuto agonistico: attende e riparte il Palermo, che vive di fiammate. Pigliacelli decisivo al 35’: tocco di prima a liberare Le Douaron, cross nel cuore dell’area di rigore con il portiere giallorosso a mettere i guantoni e smanacciare l’insidia impedendo l’impatto con la testa di Pohjanpalo lasciato solo nell’area piccola.
Episodio al 41’. Scontro di gioco tra Favasuli e Johnsen, con il laterale giallorosso che perde sangue dal naso: nessun provvedimento per il numero sette, immortalato nel replay con il braccio alto seppur involontario, che è già ammonito. Ne ha per diversi minuti Favasuli, medicato a bordocampo con punti di sutura.
Ancora qualche dubbio sulla condotta arbitrale: fallo intenzionale ai danni di Liberali, che cade a terra sulla trequarti. Marcenaro fischia fallo, senza concedere vantaggio ad Alesi che era ormai entrato in area di rigore. Ad ogni modo, si incarica della punizione Pontisso: palla che sorvola la traversa (48’). Ammonito Segre, a bloccare la ripartenza di Petriccione.
Dopo sei di recupero, si chiude la prima frazione di gioco. Qualche scintilla tra le due panchine, con Inzaghi protagonista in uno scambio di battute insieme a Iemmello. Tanta intensità in campo, il Palermo è sopra 1-0. Catanzaro destinato a un secondo tempo di pura resistenza.
Modesto illude il Palermo, in finale ci va il Catanzaro!
Primi cambi all’intervallo. Inzaghi inserisce Vasic per Le Douaron, Aquilani si gioca la carta dell’ex con Di Francesco che rileva Liberali: Alesi guadagna il centro della trequarti, posizionandosi tra le linee. Palermo subito pericoloso in area di rigore: Cassandro non riesce ad allontanare la sfera, la palla vaga in area e viene colpita da Palumbo in girata cogliendo il palo (48’). Ingenuità di Pittarello, ammonito, per una carica su Ranocchia: dal piazzato gira di testa il neo ingresso Vasic, a centimetri non arriva Pohjanpalo. Altro infortunio muscolare per il Palermo, fuori Segre e dentro Rui Modesto (50’).
Il canovaccio tattico è piuttosto chiaro: Palermo votato all’attacco, Catanzaro che si protegge e rischia. Decisivo ancora Pigliacelli che smanaccia il tiro a botta sicura di Ranocchia, indirizzato sul palo più lontano (51’).
Pigliacelli si supera all’ora di gioco. Azione avvolgente dei rosanero, Pohjanpalo manda in porta Johnsen che sguscia via su Cassandro e calcia a tu per tu con l’estremo difensore giallorosso che ha l’istinto di uscire dalla propria porta e dire di no. Catanzaro che pare in debito di forze e intensità, forse mai così in difficoltà in tutta la stagione, Aquilani getta nella mischia Pompetti e rileva Iemmello che si accomoda in panchina.
Ma il Catanzaro va vicinissimo al gol del pareggio, con un lampo di Di Francesco. Azione in bello stile dell’esterno, palla che gira: Joronen con i guantoni toglie letteralmente dall’incrocio dei pali la sfera (63’). La prima vera azione di tutta la partita ad opera dei ragazzi di Aquilani.
Ammonito Vasic per un contrasto duro ai danni di Pompetti, rimasto a terra. Piovono fischi dal “Barbera” per la decisione dell’arbitro.
Trascorrono i minuti, il miglior alleato del Catanzaro, con il Palermo che si spazientisce e concede qualcosa a campo aperto. Il Catanzaro ha l’occasione per il ko: lavoro importante di Pittarello, palla a Di Francesco che apre il 3 contro 3, taglio per Favasuli che a tu per tu con Joronen alza sopra la traversa (74’). Inzaghi irrobustisce l’attacco: dentro Corona e Gyasi. Risponde Aquilani con gli ingressi di Rispoli (fuori uno stremato Petriccione) e Frosinini per Alesi.
Tessa le fila del forcing il Palermo: ci prova Modesto dal limite, Cassandro respinge (79’). Dal successivo corner, la palla vaga in area con Gyasi che tenta di calciare finendo a terra a causa di un contrasto: proteste rosanero, Marcenaro vicino all’azione non ravvisa la massima punizione.
Il Catanzaro risponde con Pontisso, a seguito di una bella azione in costruzione: tentativo fiacco, che si spegne a lato (81’). Due minuti più tardi il Catanzaro si divora il gol del pareggio: scivola Palumbo, Di Francesco recupera sfera e va in campo aperto non calibrando sul più bello la palla per Pittarello. Joronen in uscita blocca tutto.
La fotografia della resistenza è quella di Costantino Favasuli che insanguinato continua a lottare in mezzo al campo. Aquilani gli concede il meritato riposo: dentro Bashi al minuto 87.
Manca lucidità in campo, anche in casa Palermo che sembra avvertire stanchezza: non ne approfitta la squadra di Aquilani che tuttavia con cuore e grinta difende strenuamente il suo vantaggio. Al minuto 89, però, cade la difesa del Catanzaro: palla scodellata in area da Ranocchia, Modesto sbuca tra Antonini e Brighenti e impatta con il piattone trovando la rete del 2-0. Una sola rete divide il Palermo dalla remuntada, una sola rete chiuderebbe i giochi al Catanzaro con addio sogni di gloria.

Sei minuti di recupero, tutti vissuti con il nodo in gola. Pittarello lotta come un leone e subisce la carica di Pierozzi: intervento rude, che costa caro al difensore che viene espulso da Marcenaro (93′). Ammoniti anche Di Francesco e Pontisso, per perdita di tempo. Il Palermo cade nel nervosismo, complice una leggerezza di Modesto che manda giù Pittarello. Marcenaro comanda la fine: fischi al “Barbera”. Lacrime sulla panchina giallorossa. Costretti a lasciare il campo i ragazzi di Aquilani, per colpa del lancio di petardi e fumogeni da alcuni settori dello stadio.
Il Catanzaro è in Finale! Contro il Monza si giocherà l’accesso alla prossima Serie A. Mette solo i brividi pronunciarla così. A prescindere da come andrà, grazie. Davvero.



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